| Cuel de la Bareta |
Il Cuel de la Bareta è una tozza elevazione che conclude a Nord Ovest il gruppo montuoso che fa capo al monte Cimone. Sulla vetta, che costituisce un ottimo balcone naturale sulle dirupate vette circostanti, sono numerosi i resti di guerra. Tra questi una complessa rete di gallerie che trafora la cima.
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Accesso generale
Da Chiusaforte risalire la Val Raccolana oltrepassando il torrente e la galleria. Al successivo ponte imboccare la deviazione che sale a sinistra verso le frazioni di Chiout Michel e Patoc. La rotabile, dopo aver compiuto una lunga serie di stretti ed angusti tornantini, raggiunge un ampio spiazzo asfaltato in località Patoc dove si lascia la vettura nello spiazzo antistante la collinetta della chiesa (m 772).
Accesso
Dal parcheggio salire lungo il sentiero 620 verso Est., che attraversa l'abitato.

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Cuel de la Bareta
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Salita
Seguendo il cartello CAI imboccare il sentiero n.620 puntando alle case più alte. Raggiunto il piccolo nucleo abitativo deviare sulla sinistra ritrovando il segnavia su un grosso albero e non deviare sulla destra. Il sentiero si inoltra subito nella boscaglia a pino nero, interrotta per un breve tratto da una zona dirupata. La mulattiera inizia ora a salire a regolari svolte, sfiorando nei tornanti più orientali il profondo canalone del rio Sbrici. Laddove la pineta si dirada il percorso risale uno sperone roccioso dirupato. Raggiunta la fascia boschiva superiore, il sentiero si immette nella cosiddetta Via Alta (m 1150, sentiero CAI n.621 proveniente dai piani del Montasio) e su questa si procede a sinistra seguendo le segnalazioni.
Dopo essere passati presso i ruderi dello stavolo Chinop inizia un piacevole traverso in leggera salita sulle boscate pendici meridionali del monte Jovet. Dopo aver assecondato alcune rientranze su ripidissimi fianchi rocciosi si perviene in vista di forca Galandin (m 1222). Questo intaglio stretto e dirupato in realtà rimane più in basso in quanto la mulattiera passa una ventina di metri sopra sfruttando una cengia assai esposta scavata nella roccia. Bellissima la visuale sulle gole franose che scendono negli opposti versanti della forcella e sulle ripidissime pareti rocciose del monte Sflamburg.
Oltrepassata la forcella il sentiero prosegue a traversare alto tra i mughi nel bacino del rio Cadramazzo superando alcuni impluvi su terreno roccioso e friabile (sconsigliabile percorrere questo tratto in presenza di ghiaccio o neve dura per la continua esposizione sui risalti sottostanti). Si raggiunge così la spettacolare gola del rio Fontanis, racchiusa da opprimenti pareti rocciose, che il sentiero supera portandosi poi su una cengia detritica. Qui la mulattiera originaria è in gran parte scomparsa ed è necessaria prudenza nell'attraversamento di un tratto friabile ed esposto (cavo metallico). Su terreno più comodo si perviene ai resti di un vecchio ricovero in legno oltre il quale un secondo cavo metallico facilita il superamento di una breve cengia friabile. La mulattiera, ritornata più agevole, scende leggermente nella faggeta per assecondare un'ultima rientranza in corrispondenza del rio Livinal. Pochi metri dopo si è al bivio con il segnavia n.619 che scende verso Cadramazzo e che segna la fine della Via Alta. Noi invece proseguiamo in salita lungo la mulattiera del Cuel de la Bareta a regolari tornanti ma su terreno un poco accidentato. Oltrepassata una vecchia vasca si lascia a destra il segnavia CAI n.619 che scende in val Dogna e si prosegue ancora diritti (il bivio non è evidente e da qui in poi i segnavia sono assenti o molto sbiaditi). Raggiunta una vecchia costruzione militare invasa dalla vegetazione si guadagna una specie di dorsale ancora immersi nella boscaglia. Con tragitto un poco tortuoso il sentiero esce infine dalla vegetazione arborea e risale gli ultimi metri tra i numerosi resti di postazioni fino a raggiungere la vetta (m 1522).
Discesa
Il ritorno avviene percorrendo a ritroso il medesimo itinerario.
Bibliografia e cartografia
Alpi Giulie di G.Buscaini - Guida dei Monti d'Italia
Cartina Tabacco 018
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Gruppo - Cima
Monte Cimone |
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Tipologia itinerario
Sentiero |
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Punti di appoggio - Rifugi
- |
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Versante
sud |
Quota
1522 m |
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Dislivello totale
900 m |
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Orario
2,30 - 5 h |
Periodo consigliato
Da aprile a ottobre. |
Data salita
31/10/2005 |
Frequentazione
bassissima |
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Bellezza  |
Difficoltà
Facile
Prestare attenzione ad alcune zone franose e un po' esposte. |
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Materiali
Normale da escursione. |
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Fonti d'acqua
No |
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Libro di vetta
No |
Timbro
No |
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Note
Di grande interesse storico è il complesso di postazioni sotterranee ancora ben conservato che trafora il monte e che può essere visitato entrando dalla galleria poco sotto la cima. Nove cavità scavate nella roccia e raccordate da una lunga galleria sono dotate di grandi feritoie che risultano direttamente puntate verso altrettanti obiettivi bellici. |
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Album fotografico
Panorama |
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