| Monte Cimone |
Il monte Cimone è una imponente montagna situata tra la forca del Fossal e la forca di Vandul. Presenta un solo versante accessibile ad est mentre a nord e ad ovest precipita con pareti impervie. La vetta, magnifico balcone sul Montasio.
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Accesso generale
Da Sella Nevea si segue la strada a sinistra in prossimità della curva dopo il Rif. Div. Julia che sale ripida e poi pianeggiante che porta fino all'altopiano del Montasio. Dove si può parcheggiare nell'ampio spiazzo.
Accesso
Direttamente dal Rif. Lagazuoi per breve tratto di sentiero.

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Monte Cimone
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Salita
Iniziare a piedi lungo la strada asfaltata mirando alla Malga Montasio, situate al margine occidentale del grande altopiano. Poco prima di raggiungerla prendere la pista forestale che scende sulla sinistra nel bosco di abeti fino al primo tornante dove si incontrano le segnalazioni per la Via Alta sent. 621. Questa mulattiera, risalente alla prima guerra mondiale, percorre tutta la destra orografica della Val Raccolana offrendo visioni di grande suggestione sul fondovalle. Dapprima in un bosco poi su terreno più aperto la Via Alta traversa le pendici meridionali del monte Zabus. In leggera salita la mulattiera, oramai ridotta a sentiero, asseconda alcune rientranze che hanno reso necessarie piccole opere di rinforzo. Si raggiunge così l'ampio vallone che scende dalla forca di Vandul (m 1570, bivio segnalato su un sasso).
Prendere ora a destra il sent. 640 che risale a tornanti il pendio erboso. Arrivati alla base di un caratteristico sperone roccioso che limita una specie di antro lo si aggira sulla sinistra proseguendo poi nuovamente su terreno erboso. Ancora in salita per una serie di piccole svolte e si raggiunge la forca di Vandul (m 1986), severo intaglio racchiuso da alte quinte rocciose.
Dalla forcella ci si porta ai piedi della paretina di sinistra, alta circa 80 metri, che occorre superare per raggiungere la dorsale soprastante. Il passaggio pur essendo abbondantemente appigliato e fornito di ottime attrezzature fisse (cavo continuo, gradini e pioli) richiede attenzione. Esaurita la paretina si ritrova il sentiero che, per zolle erbose miste a roccette, guadagna la cresta della Viene. Seguire il crinale poi, con una modesta perdita di quota, raggiungere la forca de la Viene (m 2121), affacciata sui dirupi settentrionali.
Seguendo le segnalazioni si sale ora ripidamente in direzione della vetta superando quella caratteristica fascia di gradoni erbosi alternati a rocce bianche. Più in alto, sul pendio terminale, la pendenza si fa meno marcata ed il sentiero prosegue a salire sul ciglio della cresta raggiungendo in breve la vetta del monte Cimone (m 2379), dove si trova anche il bivacco Del Torso.
Discesa
Ridiscesi alla forca de la Viene abbandonare il sentiero percorso all'andata e calare nel vallone sottostante seguendo le evidenti tracce di passaggio sent. 641 ma i segnavia sono qui pochi e sbiaditi. Raggiungere così la conca sospesa de la Viene, ricca di fenomeni carsici affacciandosi al bordo del vasto catino erboso. Da qui il sentiero scende lungamente su terreno spesso ripido e malagevole raggiungendo nuovamente la Via Alta. Traversare a sinistra con percorso ora molto più agevole aggirando il Pizzo Viene tra radi larici. Si raggiunge così il bivio utilizzato in precedenza poi si segue il medesimo itinerario fino al punto di partenza.
Bibliografia e cartografia
Alpi Giulie di G.Buscaini - Guida dei Monti d'Italia
Cartina Tabacco 018
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