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Vie alpinistiche e falesie
Monte Glemine
Via: Spigolo
Primi Salitori: -
Cordata: L.Maserin - A.Zardo - G.Stoico

Introduzione


Lo spigolo del glemine si trova sulla montagna omonima che sovrasta l'abitato di Gemona del Friuli. E' una via di bassa quota abbastanza logica da seguire e su roccia quasi sempre buona; ci sono solo piccoli strapiombi da superare (spesso evitabili) e le difficoltà sono discontinue e sempre su roccia ottima, inoltre i frequenti alberi lungo la via permettono una facile assicurazione con semplici cordini, utili anche per le clessidre che si trovano abbastanza spesso.
Accesso generale
Da Gemona del Friuli (UD) raggiungere il parcheggio in prossimità del Duomo, poco sotto la galleria "Glemina" prima dell'arco che entr in città .

Avvicinamento
Salire alla palestra di roccia, raggiungibile dal Duomo del paese passando sotto un'arco subito prima della galleria "Glemina", raggiungere il settore alto (a sinistra al bivio). Subito dopo una breve discesa, prima dell'ultimo settore dalla palestra, una scritta (un po'
sbiadita) indica il camino d'attacco.


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Via Spigolo Glemine

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La via
1.
Salire il camino fino alla fine (attacco di II+, poi I e II), poi traversare a destra per elementare rampa con tracce di passaggio fino ad un terrazzino con alberi e due fittoni nella roccia (possibilità di sosta); aggirare a sinistra lo spigolo e poi su dritti per rocce articolate e con frequenti ciuffi d'erba cresciuti nelle spaccature (3m di III- poi II) fino ad uscire su un ampio terrazzo erboso con affioramenti rocciosi con un anello cementato per la sosta.
2.
Salire quasi verticalmente (meglio un po' a sinistra) gli affioramenti (5-6 m di III / III+ clessidre per assicurazione) e poi obliquare verso destra seguendo lo spigolo più facilmente (I e II). Dopo circa 30m traversare a destra per una traccia elementare che porta alla base di un evidente diedro alto 15m ; alla sua base sosta su anello cementato o su alberi.
3.
Salire il diedro tenendosi a sinistra (III e IV, cordino e chiodo) fino a sotto il grande tetto che lo sovrasta (chiodo), poi traversare orizzontalmente a sinistra tenendo con le mani delle ottime prese (solo un po' unte) immediatamente sotto al tetto e cercando le piccole tacche per i piedi (4m di IV+ / V-, esposto) fino a lasciarsi a destra il tetto e poi più facilmente (II e III) salire diritti fino ad un ampio terrazzo con alberi e anello cementato.
4.
Salire la liscia placca a destra della sosta, tenendosi il più vicino possibile alla fessura che la divide dalla parate strapiombante a sinistra (ottime manette da pinzare con la mano sinistra, in aderenza o su piccolissimi appoggi gli altri arti); fino a giungere al terrazzino con i carpini al suo termine (12-15m , IV+ / V-, sosta sugli alberi).
5.
Obliquare a sinistra fino a raggiungere lo spigolo (chiodo) e doppiarlo, portandosi sul lato opposto, poi salire direttamente per lo spigolo su ottima roccia articolata con arrampicata molto divertente (III, pp. IV- i primi 20m esposti, poi II quando lo spigolo si appoggia). Attrezzare la sosta su clessidre o alberelli.
6.
Continuare a salire facilmente (I e II) per lo spigolo di roccia quasi sempre solida e con ottime possibilità di assicurazione su spuntoni, clessidre o con dadi e friends nelle numerose e marcate fessure. Sosta da attrezzare sotto ad un breve camino strapiombante con un cordino incastrato a destra dello spigolo, c'è un chiodo subito sotto.
7.
Superare direttamente il breve camino (3 m di V) evitabile 8-10 m più a sinistra, dall'altro lato dello spigolo, per una paretina appoggiata (III), poi continuare a cavallo dello spigolo (I e II) fino ad un altro strapiombino, questa volta più facile, con ottimi appigli per le mani (IV, chiodo). Sosta da attrezzare sul terrazzino soprastante.
8.
Ora vincere l'ulteriore strapiombo qualche metro più a sinistra (4m di IV+, chiodo), sfruttando una fessura discretamente appigliata; alzarsi più facilmente ancora qualche metro poi una traccia elementare conduce orizzontalmente verso destra per circa 25 m, sotto a degli alberi, fino ad una paretina verticale ma ottimamente appigliata. Sosta da attrezzare, per esempio su uno degli alberi.
9.
Salire la parete con divertente ma esposta arrampicata, tenendo piuttosto la sinistra, fino ad uscire sulla spalla del monte (30 m, III pp. IV-).

Per la cresta erbosa con frequenti affioramenti rocciosi (tracce di passaggio) raggiungere la cima con la croce.

Discesa
Seguire inizialmente l'incerta traccia che scende a nord, con qualche passaggio di I e II grado esposti per i primi 10 minuti, finché penetra nel bosco e si fa più evidente e facile. Giunti ad un bivio (non evidentissimo, fare attenzione!) si può scegliere tra la possibilità di una doppia di quasi 40m nel vuoto (necessarie due corde) o di proseguire per sentiero: deviando a sinistra in qualche minuto si raggiunge un buon ancoraggio per la doppia, che deposita su una traccia che prosegue verso destra e poi si ricongiunge con il sentiero di discesa principale; continuando a destra per il sentiero, invece, si percorrono alcuni tratti attrezzati (cavi in condizioni non perfette) e poi per facile ed evidente traccia si torna all'attacco.

Bibliografia e cartografia
Tabacco 020
Gruppo - Cima
Glemina
Tipologia itinerario
Via alpinistica
Punti di appoggio - Rifugi
-
Versante
sud
Dislivello via
250m
Sviluppo
350m
Quota max
709m
Dislivello totale
455m
Orario (via - totale)
2,30 - 3 h
Periodo
Da aprile a dicembre
Data di salita
04/06/2006
Frequentazione
alta
Bellezza  
Difficoltà
III-V- 1p V (evitabile)
Difficoltà obbligatoria
IV
Qualità della roccia
buona
Materiali
Normale da alpinismo.
Fonti d'acqua
No
Libro di vetta
No
Timbro
No
Note
Via adatta ai principianti, attenzione alle zecche.
Album fotografico
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