| Cima Manera - Cimon del Cavallo |
La cima Manera o Cimon del Cavallo è la vetta più elevata del gruppo del monte Cavallo. Mentre il versante orientale scende verticalmente con alte pareti, quello sudoccidentale è caratterizzato da ripidi pendii erbosi frammisti a roccette lungo i quali sale la via normale.
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Accesso generale
Da Aviano risalire la panoramica strada che porta alla località turistica di Piancavallo. Giunti presso la grande rotonda si prosegue diritti evitando sulla destra le segnalazioni stradali per Barcis. In corrispondenza dell’ampio piazzale del Tremol girare a sinistra, passare davanti alla stazione di partenza della seggiovia e puntare verso i capannoni del Centro Sportivo. Senza arrivare agli edifici, seguire le indicazioni per il parcheggio di camper e roulotte.
Accesso
Da qui inizia il sentiero 924.

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Cimon del Cavallo
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Salita
Si inizia la salita all'interno di una bella faggeta disseminata di affioramenti rocciosi, dapprima a comode svolte, poi con pendenza più decisa. Usciti dalla vegetazione arborea si rasenta un ghiaione poi si prosegue su prati in corrispondenza di una radura inclinata sulla destra che viene risalita per un costone erboso a ridosso delle rocce. Si procede alternando punti ripidi e brevi tratti più riposanti tra roccette e terrazzamenti erbosi fino a raggiungere l’orlo inferiore della Val Sughet(m 1675).
Dal ripiano si guadagna presto un crocevia: da sinistra proviene il sentiero Gerometta. Noi proseguiamo diritti, contornando sulla destra il bordo del vasto catino erboso sottostante. La traversata avviene dapprima su prati, poi su un ghiaione grossolano che scende dalle pendici del Cimon dei Furlani. Dopo poco il sentiero riprende a salire lungo il pendio di destra su terreno meno agevole fino a raggiungere un catino superiore invaso da detriti. Lo si attraversa rimontando faticosamente le ghiaie. Continuando a restare alti sulla valle, si oltrepassa un grande dosso carsico, avvicinandosi alla base delle pareti rocciose. Sempre su sfasciumi si perviene all'imbocco di un incassato canale dove evidenti segnalazioni rosse indicano a destra la deviazione per la via attrezzata alla Cima Manera. Si entra nel canalino ma lo si abbandona subito per uscire a destra su una cengetta. Da qui la traccia risale faticosamente il ripido pendio erboso fino a raggiungere il filo di cresta in corrispondenza della panoramica forcella dei Furlani (m 2110), vertiginosamente affacciata sui dirupi dell’opposto versante.
Il sentiero traversa ora verso sinistra su una cengia erbosa protetta da un primo tratto di cavo metallico laddove l’esposizione si fa più decisa. Raggiunta una stretta fascia rocciosa che si innalza tra le erbe, ha inizio il tratto più impegnativo della salita (consigliabile l’uso della autoassicurazione). Aiutati dal cavo metallico si sale per gradini rocciosi seguendo la linea di massima pendenza. Più in alto il canale si fa più incassato ed articolato così da offrire buoni appigli per la progressione. Ancora un ripido pendio a gradoni erbosi facilitato dal cavo e si raggiunge la cupoletta sommitale della Cima Manera. Nelle giornate terse è possibile vedere Venezia.
Discesa
La discesa verso valle può avvenire lungo lo stesso itinerario dell'andata, oppure, avendo dimestichezza con l'esposizione e piede sicuro su terreno friabile, si può affrontare la discesa lungo la cresta ovest. Questa presenta difficoltà di primo grado (con un passaggio di secondo) su roccette esposte e non attrezzate. In ogni caso si ritorna per qualche metro sui propri passi incontrando ben presto le segnalazioni dell'Alta Via dei Rondoi che proseguono in discesa lungo il crinale. Questo è inizialmente facile, ampio ed erboso ma va progressivamente assottigliandosi fino a raggiungere un primo risalto roccioso. Guidati da alcuni bolli rossi si scende con grande cautela questo tratto di cresta, sottile ed esposta su entrambi i versanti, utilizzando gradini rocciosi e roccette ben appigliate. Si perviene così ad un aereo e stretto forcellino dal quale si risale sulla dorsale erbosa successiva. proseguendo comodamente per prati fino ad un secondo risalto. Questo è più breve e meno impegnativo del precedente ma l’esposizione richiede ancora attenzione. Superata questa ultima difficoltà si scende, ancora per verdi, raggiungendo la prativa forcella del Cavallo (m 2055). Dall’intaglio si abbandona l’Alta Via dei Rondoi che prosegue verso il Cimon di Palantina e si cala per una cengetta erbosa in direzione opposta a quella da cui si è arrivati. Traversata su un ghiaione la testata della valle si scende ora più decisamente ricollegandosi ben presto al sentiero percorso durante la salita. Per il medesimo itinerario si rientra al punto di partenza.
Bibliografia e cartografia
Dolomiti Orientali vol2 - A. e C. Berti Guida dei Monti d'Italia
Tabacco 012
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Gruppo - Cima
Col Nudo-Cavallo |
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Tipologia itinerario
Sentiero attrezzato |
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Punti di appoggio - Rifugi
- |
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Versante
sud |
Quota
2251 m |
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Dislivello totale
950 m |
Dislivello ferrata
150 m |
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Orario
3 - 5 h |
Periodo consigliato
Da fine maggio a ottobre |
Data salita
22/07/2000
22/06/2008 |
Frequentazione
alta |
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Bellezza  |
Difficoltà
Medio.
Il tratto in cresta della discesa richiede passo sicuro. |
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Materiali
Normale da escursione. |
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Fonti d'acqua
No |
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Libro di vetta
Si |
Timbro
Si |
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Note
In caso di bagnato il percorso di cresta e la ferrata vanno affrontati con molta attenzione. |
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Album fotografico 2
Album fotografico 1
Panorama |
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