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Vie alpinistiche e falesie
Media Vergine
Via: Camino Holzner
Primi Salitori: E.Poech G.Renker 30/8/1913
Cordata: S.Polesel - A.Zardo

Introduzione

La via descritta è l'itinerario originale, dei primi salitori, noto anche come camino Holzner o camino a Y, nel ramo di destra. Si svolge sulla parete NO della Media Vergine che domina il Rif.Pellarini. Non presenta grosse difficoltà alpinistiche anche se la roccia non è molto buona sul lato esterno del camino dove è più appigliata, mentre nel suo fondo è un po' viscida. Non ci sono chiodi lungo la via, qualche sosta si può fare su dei grossi massi incastrati. Le calate invece sono attrezzate. Attenzione alla caduta sassi. La via è poco frequantata, perciò la traccia nel tratto terminale della discesa non è molto evidente.
Accesso generale
Da Valbruna si risale la strada che costeggia il torrente Saisera per circa 2,5km, prima di un ponte sulla sinistra si dirama una strada forestale (indicazioni) che seguiamo fino al divieto d'accesso dove vi è uno spiazzo dove si può parcheggiare.

Avvicinamento
Dalla parcheggio si sale lungo la strada forestale, ben indicata, lungo il segn. 616, che dopo un breve tratto attraversa il torrente e sale lungamente fino alla stazione della teleferica. Si prosegue su sentiero accostandosi ad uno zoccolo roccioso. Qui si piega decisamente a sinistra per iniziare una lunga diagonale a ridosso di verticali pareti. Ci si innalza con pendenza più decisa superando alcuni piccoli gradini rocciosi poi, dopo un ponticello, si rientra nuovamente nel bosco. A quota 1300 circa si incontra il bivio (cartello) con il sentiero che proviene da sella Prasnig. Proseguiamo sulla destra attraversando un greto asciutto cui segue un tratto malagevole tra roccette affioranti e scivolose. La rada vegetazione si interrompe bruscamente quando il sentiero interseca il vallone detritico che scende dalle Cime delle Rondini. Si prosegue a tornantini fino a raggiungere lo sperone roccioso su cui è edificato il rifugio m1499 (1h50').
Dal rifugio si prosegue per pochi metri scendendo verso il limite orientale del grande anfiteatro detritico. Seguendo le indicazioni si lascia ora il sentiero pincipale che prosegue verso sella Nabois e si prende a sinistra verso sella Carnizza segn.618 portandosi alla base del canale che scende dall’intaglio. Ci si innalza inizialmente sulla sinistra del solco principale poi, raggiunta una fascia rocciosa, si traversa a destra proseguendo lungo la costola che divide il vallone. Grazie alla presenza di macchie erbose che stabilizzano il pendio si supera agevolmente questo primo tratto. Più in alto invece, dove il canalone si restringe, il terreno si fa decisamente più roccioso e friabile. Con qualche attenzione ci si destreggia tra grossi blocchi e sfasciumi raggiungendo la parte finale del vallone dove ricompare il pendio erboso di sella Carnizza (m 1767) (1h). Poco prima della sella una traccia porta verso destra sotto la parete NO della Piccola Vergine. Si continua la traversata a destra alzandosi brevemente su rocce friabili (I) e si raggiunge un pendio erboso con mughi alla base della parete si obliqua ancora a destra fino al termine della vegetazione e si scende leggermente per canalini fino ad arrivare alla base del solco del camino ad Y. (20')


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Camino Holzner

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La via
L'attacco come quasi tutta la via non offre molte possibilità di assicurazione, spesso su roccia non molto solida.
I) Si risale i primi 40 metri del camino salendo il lato destro, questo primo tratto non ha grosse difficoltà e si può far sosta su un grosso masso incastrato dove noi ci infiliamo (I-II)
II) Si sale ancora sul ramo unico della via e si supera un salto che risulta viscido (III+)
III) Dopo 20m si raggiunge la biforcazione, qui si segue il ramo di destra (III)
IV) La via segue l'obliquo mantenendosi quasi sempre sul fondo o sulla paretina di destra del camino. In cui si alternano tratti facili con alcuni passaggi più impegnativi e poco proteggibili. (Attenzione alle scariche di sassi)
IV) Si risale l'ultimo tratto del camino con un tratto un po' impegnativo (IV-) fino ad una stretta spalla detritica (ometto) dove si può far sicuro su un grande masso.
V) Si traversa sul lato ovest sotto una paretina giallastra molto friabile mantenendosi quasi in quota per una decina di metri (II) fino ad un terrazzino su una cresta secondaria dove si può fare una buona sosta.
VI) Si risale per cresta su roccia buona e ben appigliata (II) sul versante meridionale fin sulla cresta Nord ricoperta di mughi dove si può fare una sosta.
VII) Si percorre il filo di cresta in tutto la sua lunghezza ed in breve alla cima.


Discesa
La discesa è piuttosto complessa e richiede attenzione. Dalla cima si ritorna fino a metà della cresta ricoperta di mughi, qui si scende sul versante opposto a quello di salita e ci si porta all'estremità Nord su di un declivio erboso in direzione di alcuni bastoni dove si trovano due chiodi per la 1° calata. Qui ci si cala in corda doppia in direzione della sella che si forma con la Piccola vergine attraversando una fascia di pini mughi. (Qui ci ha colto la pioggia). Arrivati alla sella detritica si scende leggermente sul versante NO, qui cercando di fare sicuro si percorre una cengia esposta in direzione Nord quasi in piano che aggira il versante della Piccola Vergine, poi si cala leggermente su un breve camino dove troviamo la seconda calata su di un cordino attorno ad un grande spuntone (II-III).
Ci si cala in doppia in direzione della Sella Carnizza in corrispondenza di alcuni prati coperti di mughi. (attenzione alla caduta di pietre).
Qui si scende facendo attenzione a scendere sul versante Est, ovvero sulla propria destra. Ritornati sulla sella si ripercorre il medesimo percorso di salita.
La nostra salita ha avuto un finale un po' avventurosa nella parete Ovest a tarda notte.


Bibliografia e cartografia
Tabacco 019
Alpi Giulie di G.Buscaini - Guida dei Monti d'Italia
Giulie Verticali di D.Piccilli-M.Callegarin Ed. Chiandetti

Gruppo - Cima
Jof Fuart
Tipologia itinerario
Via alpinistica
Punti di appoggio - Rifugi
Rifugio Pellarini
Versante
Nord-ovest
Dislivello via
250m
Sviluppo
280m
Quota max
2044m
Dislivello totale
1180m
Orario (via - totale)
4h - 8 h
Periodo
Da giugno a settembre
Data di salita
09/09/2007
Frequentazione
bassa
Bellezza  
Difficoltà
II IV-
Difficoltà obbligatoria
IV-
Qualità della roccia
Roccia umida
Materiali
Normale dotazione da via e almeno 6 chiodi.
Fonti d'acqua
Si
Libro di vetta
No
Timbro
No
Note
Non ci sono ancoraggi lungo la via di salita, il lato esterno e più appigliato, ma fragile.
Album fotografico
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