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Jof di Miezegnot
Lo Jof di Miezegnot è la cima più orientale della lunga catena montuosa che racchiude a nord la Val Dogna. La vetta, cosparsa di resti di camminamenti e fortificazioni risalenti alla prima guerra mondiale, è una meta assai frequentata. Questo percorso proposto è un anello che ci fa conoscere anche il suo lato meno frequentato, anche se questo comporta un lungo rientro su asfalto.

Accesso generale
Da Valbruna si risale la strada che costeggia il torrente Saisera e che dopo 5km arriva alla malga Saisera.

Accesso
Si lascia la macchina nell'ampio spiazzo di fronte alla Malga Saisera, subito dopo il ponte.


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Jof di Miezegnot

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Salita

Si imbocca la strada al limite del bosco vicino ad una cappellina, sulla destra. Si imbocca subito la traccia di sentiero n. 611, che taglia la lunga mulattiera, e sale ripido con alcuni tornanti nel fitto bosco, quasi nel filo di costa, fino a raggiungere una piccola radura dove sorge il rif. Grego a 1389m. (1h) Da qui si segue la mulattiera che porta che porta a Sella Somdogna, dove si piega a destra verso le malghe.
Si prende il sent. 609 verso nord per la breve strada carrareccia che attraversa i pascoli di casera Somdogna. Oltrepassata la casera, proseguire per il sentiero addentrandosi nel bosco. Dopo aver compiuto una decisa svolta a destra la salita continua omogenea, a regolari tornanti, lungo le pendici meridionali dello Jof di Miezegnot in un bosco. Più in alto il sentiero raggiunge i ruderi di un villaggio di guerra situato in una conca. Una delle costruzioni, debitamente ristrutturata e denominata ricovero Battaglione Alpini Gemona, è stata attrezzata come accogliente bivacco (m 1890).

Lasciare a sinistra il sent. 649 diretto verso il monte Piper e i Due Pizzi e superare con alcune comode svolte il soprastante pendio a zolle erbose discontinue. Raggiunto il crinale si inizia a traversare in direzione della vetta, ormai ben visibile, tagliandone il detritico pendio meridionale. Un breve canale detritico su terreno assai friabile richiede qualche attenzione ma rappresenta l'ultimo ostacolo verso la vetta che si raggiunge con poche serpentine sul facile pendio finale.

Discesa
Per il rientro si può utilizzare il medesimo itinerario, noi invece siamo scesi lungo la dorsale sudorientale del monte, con difficoltà analoghe a quelle incontrate in salita. Qui è possibile osservare più da vicino gli imponenti resti di fortificazioni del costone Peceit. Dalla cima si prosegue lungo il sent. 606 scendendo con cautela lungo un pendio dal fondo assai friabile. Proseguendo invece in discesa lungo i resti della vecchia mulattiera che collegava le postazioni della cresta, si raggiunge il punto in cui il segnavia inizia a divallare sul versante settentrionale verso malga Rauna (m 1968, numerosi resti di postazioni). Qui si piega decisamente a sinistra in direzione della cresta Est tra sfasciumi e roccette dove prestare molta attenzione.
Si scende per alcuni metri lungo la cresta fino a deviare a sinistra su terreno erboso sulla dorsale nord mantenendosi sulla destra fino ad incontrare il bivio con il sent. 607. Qui lo seguiamo a destra fino a Cappella Zita e poco dopo alla radura di Malga Rauna. Si prosegue verso est sulla spalla nel bosco fino a dove il sentiero piega a destra per scendere in modo più ripido e con numerosi tornanti fino a superare un torrentello e ad immettersi su una strada forestale verso sinistra dopo una serie di tornanti si taglia su sentiero fino a reincontrare la mulattiera ed in breve a Val Bruna. Qui noi abbiamo avuto la fortuna di trovare un amico che ci ha riportato a Malga Saisera altrimenti bisogna armarsi di tanta voglia e ripercorrere la strada in salita.

Bibliografia e cartografia
Alpi Giulie di G.Buscaini - Guida dei Monti d'Italia
Cartina Tabacco 019


Gruppo - Cima
Miezegnot
Tipologia itinerario
Sentiero
Punti di appoggio - Rifugi
Rifugio Grego
Versante
sud-est
Quota
2087 m
Dislivello totale
1150 m
Orario
2,40 - 5,30 h
Periodo consigliato
Da fine maggio a ottobre
Data salita
18/07/1999
Frequentazione
media-alta
Bellezza  
Difficoltà
Facile
La discesa richiede più attenzione visto il terreno molto friabile e le indicazioni poco evidenti.
Materiali
Normale da escursione.
Fonti d'acqua
No
Libro di vetta
Si
Timbro
Si
Note
Numerosi resti di postazioni di quello che fu ai tempi della Grande Guerra uno dei più importanti punti di osservazione del fronte italiano. Lungo rientro su asfalto.
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