| Jof di Montasio |
Il Montasio è la più alta vetta del Giulie Occidentali. Viene spesso descritta come la più bella montagna del Friuli. Da dovunque la si guardi esibisce una forma possente ed ardita. Particolarmente bella la sua parete occidentale che si eleva dalla val Dogna offrendo una visuale ben conosciuta ed amata da tutti gli escursionisti friulani.
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Accesso generale
Da Sella Nevea si segue la strada a sinistra in prossimità della curva dopo il Rif. Div. Julia che sale ripida e poi pianeggiante che porta fino all'altopiano del Montasio. Dove si può parcheggiare nell'ampio spiazzo.
Accesso
Dal parcheggio (1502m) si segue la carrareccia che porta sul dosso del rif. Di Brazzà.

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Jof di Montasio
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Salita
Si segue il sent. 622 che porta in breve al rifugio Giacomo Di Brazzà (m 1660. Proseguendo per la mulattiera a monte del rifugio, si raggiunge dopo poco un bivio (cartello): seguire le indicazioni per la via normale del Montasio, lasciando a destra il sentiero che sale alla Cima di Terrarossa ed alla forca de lis Sieris. Si procede dapprima in piano lungo prati intersecati da terreno sassoso e da solchi rocciosi, poi si prende a salire con maggiore pendenza sempre su ottimo sentiero. Sempre per verdi, salendo con regolari tornanti, si punta alla forca Disteis dove il sentiero compie una decisa svolta a destra senza raggiungere l’intaglio.
Dopo poco si lascia a sinistra l’indicazione per il bivacco Suringar e la via Findenegg e si traversa un ghiaione, abituale ritrovo di stambecchi, presenti peraltro su tutto il versante meridionale del Montasio anche su cenge e pinnacoli ben più arditi. Dove le ghiaie si esauriscono si attaccano le prime difficoltà costituite da un piccolo salto di roccia che immette sul gradone erboso soprastante. Qui ci si innalza su un costone per roccette gradinate intercalate da sentiero su terreno detritico misto a zolle di erba. Guidati più dalle tracce di passaggio che dagli sbiaditi segnavia si raggiunge una zona marcatamente rocciosa caratterizzata da terreno friabile e disgregato. Si supera un canalino incassato all’uscita del quale si traversa verso destra ad un colatoio detritico caratterizzato da un curioso gendarme di pietra. Lungo il solco del canale o più opportunamente sul costone di destra si perviene quindi al bivio con il sentiero attrezzato Leva che si lascia sulla destra (targa). Ci si innalza ancora per facili roccette mirando al ghiaione pensile del Montasio che si risale faticosamente fino alla base delle pareti. Qui noi utilizziamo la scala Pipan che, con un salto attrezzato di circa 60 metri sulla parete di sinistra, conduce direttamente in cresta. Questa seconda opportunità, più diretta, è purtroppo esposta alla frequente caduta di sassi causata degli escursionisti che transitano sul tratto superiore all’uscita della scala per cui si raccomanda l’uso della autoassicurazione e del caschetto.
Si prosegue superando una serie di bancate rocciose intervallate da terrazze friabili cercando di individuare i passaggi migliori ed evitando di smuovere i detriti. In breve si raggiunge il punto dove la panoramica cresta orientale del Montasio si fa quasi pianeggiante. Il tratto da qui alla vetta, spesso aereo ed affacciato sugli impressionanti precipizi settentrionali, costituisce forse la parte più bella dell’intera escursione. Non vi sono punti difficili essendo l’impegno limitato a qualche facile salto roccioso o a brevi deviazioni nei due versanti necessarie ad aggirare i punti impervi. Si passa accanto a resti del ricovero Fratelli Garrone oltre il quale ci attende un’ultima breve risalita su facili canalini rocciosi per guadagnare la vetta dello Jof di Montasio (m 2753) dove non può mancare il suono della campana.
Discesa
Dalla vetta si percorre lo stesso percorso a ritroso.
Bibliografia e cartografia
Alpi Giulie di G.Buscaini - Guida dei Monti d'Italia
Dai Sentieri Atterzzati alle Vie Ferrate. Ed. CO.EL
Cartina Tabacco 019
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Gruppo - Cima
Montasio |
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Tipologia itinerario
Via ferrata |
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Punti di appoggio - Rifugi
Rifugio Di Brazzà |
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Versante
sud |
Quota
2753 m |
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Dislivello totale
1250 m |
Dislivello ferrata
503 m |
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Orario
3,40 - 6,20 h |
Periodo consigliato
Da giugno a ottobre |
Data salita
25/08/1996 |
Frequentazione
alta |
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Bellezza  |
Difficoltà
PD
Fare attenzione alla caduta di sassi. |
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Materiali
Normale dotazione ferrata. |
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Fonti d'acqua
No |
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Libro di vetta
Si |
Timbro
No |
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Note
Via bellissima richiede un buon allenamento visto il notevole sviluppo. Panorami e creste emozionanti.
La vetta è esposta a fulmini in caso si mal tempo.
In battuta di sole.
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Album fotografico
Panorama |
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