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Escursioni, Ferrate e percorsi alpinistici
Cime Piccole di Riobianco - Sent. del Centenario
Le Cime Piccole di Riobianco vengono attraversate dalla remunerativa via del Centenario. Una via ferrata che sfrutta una galleria di guerra e attraversa tutta la cresta di queste cime su percorsi molto panoramici ed esposti. E' possibile evitare il sent. attrezzato scendendo per il ghiaione di forcella Vallone.

Accesso generale
Da Chiusaforte (UD) si percorre la Val Raccolana fino a Sella Nevea. Qui si scende per km 6,5 nella Val Rio del Lago fino a raggiungere uno spiazzo sulla destra dove parcheggiare. E' possibile arrivare anche da Tarvisio seguendo la strada che costeggia il lago dopo circa 3 km dal bivio si trova il parcheggio.

Accesso
Dal parcheggio di quota 980 prima del canale della Trincea si trova il sent. 650.


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Cime piccole di Riobianco

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Salita

Seguendo il sent. 650 ci si immette quasi subito nella comoda mulattiera che risale ad ampi tornanti le pendici della Cima Pesce. Più in alto il percorso si allontana per un tratto dal profondo canalone del rio della Trincea per attraversare un piccolo greto secondario. Nei pressi della selletta tra la Cima Pesce e la quota 1433 il sentiero oltrepassa nuovamente il greto e riprende a salire ancora ad ampie svolte in un ambiente simile a quello iniziale. Nei pressi della quota 1433 la mulattiera si esaurisce per lasciare il posto ad un sentiero decisamente più ripido ed inizialmente malagevole con cui ci si immette sul sent. 629 (Re di Sassonia) che proviene da destra. Ben presto si perviene ad una piccola insellatura immersa nel bosco e caratterizzata dalla presenza di ruderi e caverne di guerra.
Ci si innalza ora sulla destra lungo una traccia piuttosto ripida tra i mughi guadagnando quota. Dopo aver incontrato un piccolo rio il sentiero prende a traversare oltrepassando un tratto friabile consolidato da tronchi. Il piacevole falsopiano si interrompe in corrispondenza di un marcato canalone che ha profondamente inciso il versante. Qui il sentiero cala ripidamente fino a toccare il fondo del canale e risale sull’opposto versante tramite una cengia rocciosa assicurata da un breve spezzone di cavo. Dopo aver riguadagnato quota il sentiero interseca un secondo impluvio quindi riprende a salire in diagonale con qualche piccolo saliscendi lungo le pendici delle Cime Piccole di Riobianco. Oltrepassata una parete stillicidiosa si raggiunge la testata del vallone alla base dello zoccolo roccioso su cui sorge il rifugio Corsi. Lasciata a sinistra la poco evidente discesa per il sentiero dei Tedeschi ci si sposta sulla destra risalendo per balze articolate tra i mughi. Il sentiero interseca lame rocciose, placche e qualche salto che rendono accidentato il percorso ma ben presto esce sul pianoro superiore e con un paio di svolte raggiunge il rifugio Corsi (m 1874).
Si prosegue a monte del rifugio lasciando subito a sinistra il bivio segnalato per il passo degli Scalini. Il sentiero compie una larga ansa verso destra e sale a raggiungere il ripiano erboso soprastante. Ad una seconda deviazione ci si mantiene ancora sulla destra lungo il sent. 625. Si scende di qualche metro per assecondare una fascia rocciosa e ci si ritrova alla base del grande ghiaione che scende da forcella Vallone. La risalita è inizialmente abbastanza agevole poi la traccia si fa sempre più esile fino a confondersi negli sfasciumi finali lungo i quali si risale faticosamente raggiungendo l’intaglio di forcella Vallone (m 2180).
A questo punto chi volesse evitare il tratto più impegnativo e le attrezzature del sentiero del Centenario può scendere direttamente lungo le ghiaie dell’opposto versante calando direttamente nel catino del bivacco CAI Gorizia. Noi invece ci portiamo tramite un aereo traverso all’ingresso della galleria, ben visibile dalla forcella, dove ha inizio il Sentiero del Centenario (targa). La galleria non presenta difficoltà ma è immersa nella più completa oscurità rendendo necessaria la presenza di una torcia (utile anche il caschetto). Dopo un tratto iniziale su fondo di roccia umida, alcuni gradini rinforzati conducono alla prima scaletta di legno. Poi, tramite un corridoio, si accede ad una grande stanza con feritoie dove una seconda scaletta porta all’uscita dalla galleria. Qui hanno inizio le attrezzature: una breve paretina assicurata dal cavo consente di guadagnare un cocuzzolo erboso dal quale si traversa raggiungendo la base di un canalino detritico che si risale uscendone in ultimo sulla destra. Superato un breve salto roccioso privo di cavo si prosegue con un aereo traverso su cresta che richiede qualche attenzione pur essendo ben attrezzato. Toccato il punto più alto si procede lungo l’esile cresta delle Cime Piccole di Riobianco nel tratto forse più bello della traversata. Dopo qualche saliscendi su terreno articolato e friabile si aggira un cimotto su zolle erbose raggiungendo il ciglio di una profonda spaccatura che sembra impedire la prosecuzione. Una doppia serie di cavi ed una lunga scala metallica consentono di calare sul fondo del marcato canale. Le attrezzature proseguono poi sulla parete opposta con un tratto piuttosto verticale dove occorre fare affidamento anche sulle braccia. Il sentiero presenta poi un’ultima difficoltà costituita da una paretina attrezzata più malagevole che difficile che va discesa utilizzando anche i numerosi appigli. Ancora un breve traverso e ci si ritrova sulle roccette soprastanti la forcella Alta di Riobianco (m 2150) dove hanno termine le difficoltà.


Discesa
La discesa dalla forcella si svolge inizialmente su terreno malagevole e friabile mentre più in basso qualche lingua di ghiaia permette di franare più facilmente verso il bivacco CAI Gorizia. Riguadagnato il sent. 625 ci si affaccia ben presto sull’orlo del grande vallone detritico che scende dalla conca del bivacco. Dapprima su terreno più roccioso e malagevole poi per traccia sassosa si cala lungo la valle di Riobianco. Lasciata a sinistra la deviazione per la forcella di Riobianco il sentiero, seguendo l’andamento della valle, compie una decisa ansa verso sud proseguendo a scendere tra i baranci fino a toccare ed attraversare il greto principale. In breve si rientra nel bosco scendendo con un paio di tornanti al ricovero Brunner (m 1432). Si prosegue ancora per un tratto compiendo larghe anse nella faggeta, poi ci si ritrova improvvisamente affacciati sul canalone del Rio Bianco. Da qui si scende, se ne attraversa il greto e si prosegue guadagnando definitivamente la sinistra orografica. Dopo aver intersecato alcuni greti secondari ed una zona di placche oblique il sentiero percorre l’ultimo tratto rimanendo poco alto sopra il greto principale. La mulattiera si fa sempre piu ampia fino a terminare sulla strada asfaltata a poca distanza dal punto di partenza.

Bibliografia e cartografia
Alpi Giulie di G.Buscaini - Guida dei Monti d'Italia
Dai Sentieri Atterzzati alle Vie Ferrate. Ed. CO.EL
Tabacco 019


Gruppo - Cima
Jof Fuart
Tipologia itinerario
Via ferrata
Punti di appoggio - Rifugi
Rifugio Corsi
Versante
anello
Quota
2206 m
Dislivello totale
1400 m
Dislivello ferrata
100 m
Orario
5,30 - 8,30 h
Periodo consigliato
Da giugno a ottobre
Data salita
17/08/1997
Frequentazione
media
Bellezza  
Difficoltà
PD. I, II
Il percorso di cresta richiede attenzione, anche se ben protetto.
Materiali
Normale dotazione ferrata, lampada tascabile.
Fonti d'acqua
No
Libro di vetta
Si
Timbro
Si
Note
Via bellissima richiede un buon allenamento visto il notevole sviluppo.
Album fotografico
Panorama
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