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Monte Sinai
L'escursione al Monte Sinai o Gebel Musa per gli egiziani, ossia Montagna di Mosè, può essere considerata affascinante, incredibile ed un pò assurda ma assolutamente da fare. Il Monte Sinai, situato a sud del Monastero di Santa Caterina, riveste grande importanza religiosa per gli Ebrei, i Cristiani e i Musulmani. Secondo il vecchio testamento, Mosè vi ricevette i Dieci Comandamenti. In vetta si trova la Cappella della Santa Trinità, costruita nel 1934 sul sito di una molto più antica cappella risalente al 363 d.C.

Accesso generale
Si parte generalmente in pullman da Sharm El Sheikh, si attraversa il deserto roccioso della Penisola del Sinai e in tre ore circa si arriva in pullman a Santa Caterina . Il viaggio si compie di notte.

Accesso
Dopo una breve sosta presso le strutture vicine al monastero si parte nel pieno della notte. La temperatura è abbastanza rigida.


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Monte Sinai

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Salita
Vista la semplicità dell'itinerario, del numero di persone che si trovano e della ben evidente via di salita non vi indicherò in dettaglio la salita. Sappiate solo che le strade di salita sono due: quella chiamata "il cammino di Mosè", rappresentata da una scalata di ben 3.750 gradini, e quella più lunga che nel primo tratto percorre una mulattiera che può essere evitata facendola sul dorso a un cammello e nell'ultimo tratto gli ultimi 700 gradini fino alla vetta. Lungo il percorso si trovano anche vari posti tappa con viveri o bevande. Detto questo preferisco in questo caso raccontarvi un po' l'esperienza, che sicuramente è più importante.

Ci sono vari motivi che ti possono portare a intraprendere questo viaggio unico, ed anche diversi modi di effettuarlo.
Ti trovi col turista annoiato, che dice di aver visto tutto, e che sacrifica una notte delle "mille" per dimostrare che sa salire sul Sinai. C'è la compagnia di giovani, per nulla turbati e neppure insospettiti che possa esserci altro motivo diverso da quello di una scampagnata notturna in terra di Sinai, per venire quassù. C'è un monaco ortodosso, con l'abito lungo e nero, che sale pregando mentre si confonde con l'oscurità. E tanti cammelli,che salgono al buio, conoscendo ogni pietra di quel percorso, e trasportando sulla schiena uomini e donne che parlano altre lingue e non sanno adattarsi al loro procedere ondeggiante.
Ci sono popoli interi, di ogni religione, che salgono ogni notte su questa montagna di granito. Tutti vengono per toccare e vedere questo luogo immutato nel suo antico fascino di montagna e cielo, dove tutto iniziò. Salgono di notte, non solo per il caldo: l'appuntamento è alle 6 sulla cima, per veder sorgere il sole.
Lascia che il grosso della gente si avvii, aspetta di essere con pochi compagni di viaggio. Poi ti incammini su quella che all'inizio è una facile mulattiera. Non occorre che accendi la pila. Il cielo stellato e la luna saranno sufficienti. Potrà capitarti di essere affiancato e sorpassato dai cammelli: sentirai il loro respiro alle tue spalle.
Col passo normale, ci vorranno tre ore, ma cerca di godere in pieno di questa notte unica. Per una distesa infinita, c'è il silenzio, le montagne e laggiù, tutt'intorno, il deserto, lambito all'orizzonte dalle stelle di un cielo che solo in luoghi come questi può avvolgerti con tutta la sua bellezza.
Salirai sulla mulattiera fino alla sua fine, quando troverai un posto di ristoro dei beduini, dove vendono il the ed altre bevande. Lì ci sono tutti i cammelli, sdraiati, che, non potendo procedere oltre, attendono di riportare indietro i turisti, ormai quando farà giorno.
Da questo punto la salita si fa più impegnativa: devi procedere fra grossi massi di granito su un sentiero sempre più ripido e devi indossare qualcosa di più pesante. Dal caldo del deserto si passa al freddo della notte, siamo sui 2000 metri.
Finalmente sulla cima, con un debole chiarore che spegne lentamente le stelle. C'è molta gente: mussulmani, cristiani, ortodossi. La cima è completamente gremita di persone, ma si fa fatica a vederle perchè tutto attorno è buio. Molte macchine fotografiche, ma, stranamente, non c'è confusione. Fa freddo, c'è un bel venticello.
L'atmosfera è particolarmente commovente.
Se ci pensi, sei lì fra popoli completamente diversi da te per costume, lingua, religione, colore della pelle. Nelle nostre città frequentiamo chiese diverse, templi cristiani e moschee: qui siamo riuniti sulla cima di questa chiesa della natura per rivolgere una preghiera allo stesso Dio. Ti viene spontaneo considerare quanto troppo poco ci sopportiamo, o guardiamo in alto per ritrovare noi stessi e la verità. Tutte queste persone più o meno stanche, infreddolite, addormentate ma tutte in attesa del miracolo giornaliero del sole.
Ecco l'alba.
Nessuno osa rompere il silenzio. Il primo raggio di sole mi trova lì sul Monte Sinai, mentre cerco di cogliere ogni respiro e luce di questi attimi che sarà difficile dimenticare.
Poi dal silenzio, un applauso: ci si saluta, si guarda lo sconfinato panorama di montagne e deserto si fa amicizia con chi ti sta accanto, spunta fuori anche una bottiglia per festeggiare il momento. Ti accorgi che c'è ancora più gente di quella che pensavi. Finito lo spettacolo della levata del sole, iniziamo la discesa che in circa un’ora e mezza ci riporterà al monastero.


Discesa
Come la salita, farà decisamente più caldo è consigliabile poi far visita al Monastero (l'uso dei pantaloni lunghi è obbligatorio).

Bibliografia e cartografia
Sinai Montagne sacre e un mare di coralli Ed. White Star, National Geographic

Gruppo - Stato
Gebel Musa (Egitto)
Tipologia itinerario
Escursionistico
Punti di appoggio - Rifugi
Monastero Santa Caterina
Versante
sud
Quota
2286 m
Dislivello totale
716 m
Orario
3 h
Periodo consigliato
tutto l'anno
Data salita
28/03/2001
Frequentazione
altissima
Bellezza  
Difficoltà
Facile
Materiali
Normale da escursione, bastano anche scarpe da ginnastica e una maglia per la notte.
Fonti d'acqua
No
Libro di vetta
No
Timbro
No
Note
Bellissimo panorama, da non perdere l'alba, da mettere in conto una notte in bianco.
Album fotografico
Panorama
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