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Escursioni, Ferrate e percorsi alpinistici
Cima di Terrarossa - Sent. Leva
Il sentiero Leva sfrutta un'inesauribile sequenza di cornici orizzontali ed effettua uno stupendo traverso a mezza costa con scorci improvvisi e mozzafiato. Dalla cima si possono ammirare tutte le più alte vette delle Giulie che ci circondano. Una via che non dovrà mancare nel taccuino di un amante delle Giulie e delle montagne friulane.

Accesso generale
Da Sella Nevea si segue la strada a sinistra in prossimità della curva dopo il Rif. Div. Julia che sale ripida e poi pianeggiante che porta fino all'altopiano del Montasio. Dove si può parcheggiare nell'ampio spiazzo.

Accesso
Dal parcheggio 1502m si segue la carrareccia che porta sul dosso del rif. Di Brazzà.


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Cima di Terrarossa - Sent. Leva

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Salita

Dal rifugio si segue il sentiero AVAT che inizia a salire verso nord, ma che subito devia verso sinistra lungo la normale al Montasio che taglia tutta la parte alta dell'altopiano verso la Forca dei Disteis. Una cinquantina di metri sotto questa si piega a destra e si sorpassa il ripido ghiaione in direzione di uno zoccolo roccioso a gradoni e si segue la direzione verso la scala Pippan. Il sentiero si innalza per roccette con zolle erbose sul costone che delimita il profondo canalone d'attacco. Obliquando verso destra, si tralascia un ferro posto fuori via posto in alto a sinistra e si imbocca un canale detritico lungo una cinquantina di metri e lo si risale. Entrati nel successivo canalone sdoppiato da uno sperone, si risalgono le roccette per trenta metri sulla destra. Si lascia la prosecuzione verso la scala Pippan e si devia a destra dove inizia il tratto attrezzato Leva.
Lungo roccette a gradoni si raggiunge la prima cengia e si prosegue in quota verso est. Si supera un ripido costone roccioso e dopo un traverso di 150m si scende ad una cengia inferiore che percorre la seconda metà della parete. Si raggiunge dopo un lungo tratto una breve cengia seguita da un pendio d'erba. Si risale un canalino detritico e si supera una parete rocciosa sulla destra (I, 5m). Si continua per rocce articolate e si supera una placca di 5m seguita da un canalino friabile. Seguono delle cengie sempre più ampie che dopo iniziano a scendere fino ad un salto di 20m che si scende su un colatoio fino a raggiungere le rocce della Forca del Pallone, dove ci si cala per camini (I,II). Dalla forcella si risale un canalino e in leggera salita su cengia si arriva ad una scaletta seguita da rocce instabili nei pressi della cresta. Seguono dei pendini pietrosi che portano ad una insellatura. Si obliqua verso est tre erbe e rocce e si supera un canalone che porta al termine della via ferrata. Da qui per tornanti su opere militari si raggiunge la vetta.


Discesa
Dalla vetta si percorre il sentiero che incrocia le diramazioni del sentiero Leva e Ceria Merlone e con un'infinità di tornanti discende il pendio meridionale delle cime Gabon lungo bancate rocciose e fasce erbose fino a raggiungere la conca del rif. Di Brazzà, da cui si segue la mulattire di salita fino al parcheggio.

Bibliografia e cartografia
Alpi Giulie di G.Buscaini - Guida dei Monti d'Italia
Dai Sentieri Atterzzati alle Vie Ferrate. Ed. CO.EL
Cartina Tabacco 019


Gruppo - Cima
Montasio
Tipologia itinerario
Via ferrata
Punti di appoggio - Rifugi
Rifugio Di Brazzà
Versante
sud
Quota
2420 m
Dislivello totale
1200 m
Dislivello ferrata
300 m x 1400m sviluppo
Orario
5 - 7 h
Periodo consigliato
Da giugno a ottobre
Data salita
22/06/2003
Frequentazione
media
Bellezza  
Difficoltà
PD. Fare attenzione alla caduta di sassi, il percorso è ben protetto dal cavo.
Materiali
Normale dotazione ferrata.
Fonti d'acqua
No
Libro di vetta
Si
Timbro
No
Note
Via bellissima richiede un buon allenamento visto il notevole sviluppo e assenza di vertigini. Facile incontrare stambecchi lungo il sentiero.
Album fotografico
Panorama
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