La sveglia è alle 5.50, la notte è passata tranquilla, apparte i rumori da sanatorio. Già alle 4 c'era gente che si preparava a partire.
Verso le 6.30 partiamo per l'ultima tappa oltre i 5000m.
Siamo coperti come non mai, non vogliamo prendere il freddo degli altri giorni.
Il primo tratto segue il versante occidentale dell'ampia valle del Khumbu e sale dolcemente attraverso i prati accanto a una morena di origine glaciale. Infatti procediamo tranquilli senza far fatica e superiamo numerosi gruppi che ci precedono.
Il sentiero ora si fa ripido e sconnesso quando attraversa diverse morene laterali. In alcuni punti sotto la morena c'è ghiaccio attivo, e questo fa sì che il percorso sia in continua evoluzione.
Superata una curva, appare la vetta conica del Pumori. Sulle pendici più basse di questa montagna un crinale che si protende verso sud termina in una cima minore. Si tratta del Kala Patthar o Pietra Nera.
Il sentiero scende quindi brevemente fino alla distesa sabbiosa di Gorak Shep il luogo che venne usato dagli Svizzeri come campo base dell'Everest, arriviamo dopo 1,30h.
Da qui inizia la ripida salita sui pendii erbosi a ovest del Gorak Shep fino a una piattaforma ai piedi del Pumori. La salita non è difficile, anzi sulle nostre montagne sarebbe una passeggiata, ma la scarsità d'aria influenza la salita
Raggiungiamo il crinale e proseguiamo in cresta in direzione nord verso il Pumori per avere una visione migliore. Qui il sentiero attraversa delle rocce appoggiate in cui bisogna fare più attenzione, ma da qui lo spettacolo è impareggiabile.
Alle 10 raggiungiamo il punto più alto del nostro trekking a 5650m. Il mio sogno si è realizzato. Tutto attorno montagne che si slanciano verso il cielo, con le loro linee perfette, ricoperte di un mando bianco, sembrano sculture lavorate da una mano espe rta, ma una si distingue tra tutte è una piramide nera, maestosa, imponente, l'Everest. Non dimenticherò mai quel momento. Il vento che disegna dei merletti sulle cime, le colate di ghiaccio che scendono da tutti i versanti.
Ci stringiamo la mano per la riuscita dell'impresa, quasi non sentiamo più la difficoltà di respirare, non vorremo più lasciare questo posto.
Ringrazio il Signore per avermi dato questa possibilità e tutti quelli che ho lasciato a casa.
Mentre scendiamo un pensiero mi attraversa, ma non ve lo posso raccontare, chissà. Magari un giorno ve lo dirò....
Ora non ci resta che tornare al punto di partenza, ma decidiamo di deviare sul percorso che porta direttamente alla piramide. Qui abbiamo la fortuna di incontrare il nostro amico Pumori, non lo avevamo più visto da Namche, così lo salutiamo.
Rientriamo in fine a Lobuche, dove incontriamo i nostri amici italiani che sono arrivati anche loro qui.
La serata è decisamente di festa, ormai conosciamo molte persone che hanno condiviso con noi questa avventura.
Da domani inizieremo il rientro che in tre giorni ci porterà a Lukla. Quasi mi dispiace lasciare questo paradiso.
Dati Logistici
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Dislivello salita
690 m |
Dislivello discesa
690 m |
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Orario
5,30h |
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giorno seguente |