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Trekking Everest Base Camp
8-9/11/2004
Kathmandu - Doha - Francoforte - Milano
Il rientro

Ed eccoci qui, pronti a partire.
Come al solito la solita trafila di metal-detector e ispezioni varie, nonchè compilazione di schede per uscire dal paese. Poi la lunga attesa in un unico stanzone dove non sai nemmeno dov'è il gate, ci son 4 porte tutte attorno e qualche tabellone tipo stazione FS anni 80.
Finalmente alla 19.25 appare il nostro volo della Qatar Airways che ci porterà a Doha.
Ivi viaggio di notte ha un fascino speciale, non siamo ad alta quota e arrivando nel golfo persico si vedono i pozzi di petrolio, le lunghe strade illuminate. Atterriamo alle 22 e come all'andata ci avvolge il caldo del deserto. Non male dalle montagne al deserto. Dai -15 dell'himalaya ai 35 del golfo persico.
L'attesa è un po' meno lunga dell'andata e alle 1.45 saliamo sul volo sempre della Qatar diretto a Francoforte.
Questa volta il vole viene reso più movimentato da qualche perturbazione che fa sobbalzare l'aereo, con l'hostess che mi invita ad allacciarmi le cinture mentre tengo in mano un caffe. Ditemi voi come si fa. O una bella tazza sparsa sull'aereo o mi attacco la cintura. Comunque ormai mi fa poco effetto volare, mi so abbituando, anche se la prossima volta che ci salirò di nuovo la tensione iniziale sarà sempre la stessa.
Alle 6.45 atterriamo all'aeroporto internazionale di Francoforte. Impressionante, aerei ovunque, mai visto prima uno spettacolo simile.
Siamo anche molto stanchi è il volo per Milano è alle 11, fortunatamente la visita dell'aeroporto ci porta via un bel po' di tempo. Mi fermo a vedere le partenze e gli atterraggi che si susseguono continuamente.
Quando passano i polizziotti penso che vengano ad arrestarmi, vista la barba lunga. Mi potrebbero scambiare per un terrorista, ma non sembrano farci caso.
Finalmente il nostro imbarco su un volo Alitalia con un Embraer 170.
Ed ecco le alpi, che belle da quassù, stiamo per rientrare in Italia, laggiù Malpensa ed eccoci allineati alla pista 35R.
L'attesa dei bagagli, ci sono tutti.
Purtroppo adesso è il momento dei saluti, da qui ognuno proseguirà per la sua strada.

Ciao a tutti e grazie per aver condiviso assieme a me questa esperienza indimenticabile.

Ma la strada è ancora lunga, il pulman fino a Milano e poi in treno fino a Portogruaro, e poi eccomi a casa.

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