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Trekking Everest Base Camp
28/10/2004
Namche Bazaar - Dole
Superiamo i 4000m

Sveglia alle 6.45, il tempo è buono anche oggi.
Come sempre intanto che aspettiamo l'arrivo di Mingma facciamo colazione e prepariamo l'attrezzatura, così da esser pronti a partire.
Alle 7.30 partiamo per una delle tappe più lunghe, che di solito viene fatta in due giorni. Saliamo sul sentiero che attraversa il villaggio di Namche fino alle case più alte poi in leggera salita costeggia il fianco della montagna. Incontriamo un gruppo di militari di corsa, probabilmente un allenamento. Il percorso è ricco di simboli di preghiera tibetana, dai muri mani, agli chorten. Fino ad incontrare quello dedicato alla prima salita dell'Everest, da qui abbiamo la possibilità di vedere per la prima volta l'Everest, anche se si vede solo una piccola punta. Molto più affascinante risulta l'Ama Dablam. Con lo sguardo che non si vorrebbe più staccare da quelle cime, ma dopo qualche foto riprendiamo il cammino. Dopo Kenjoma segue un'ampia rientranza, subito dopo si incontra il bivio per la valle di Gokyo. Qui puntiamo a Nord lasciando il sentiero che porta a Tengboche. Il sentiero in costante salita porta a Mong a 3900m dove facciamo una pausa per un the. La fatica per questa salita si fa sentiere, specie per la quota. Da qui il panorama è stupendo specialmente la vista sul Thamserku e il Kantega.
Da qui una ripida discesa porta a Phortse Tenga a 3680m dove ci fermiamo per il pranzo.
Ripartiamo e iniziamo subito a salire abbastanza rapidamente si esce dalla valle attraverso foreste di rododendri che con l'aumentare della quota cedono il posto a boschi di ginepri. Qui il sentiero assomiglia di più ai nostri.
Io segue Mingma facilmente e non sento la stanchezza, ma forse avrei dovuto andare un po' più piano. In questo tratto c'è molta meno gente che non sulla via normale. Non si incontrano nemmeno più yak.
Abbiamo l'opportunità di scoprire ancor di più la solitudine, la tranquillità, il silenzio di queste valli. Entriamo veramente a contatto con la natura.
Ora il sentiero sale con meno pendenza e verso le 14 arriviamo a Dole a 4200m. Il tempo non è dei migliori, si è abbassata una densa nebbia, spira un forte vento. Dalle finestre delle camere entra un'aria gelida. Ci chiudiamo dentro i sacchi a pelo per riposarci e scaldarci un po'. Intanto osservo dalla finestra i vari portatori nepalesi che si incontrano e giocano a carte mentre sta cadendo anche qualche fiocco. Mi domando come facciano con questo freddo a star lì tranquilli.
In questi momenti di tranquillità, che se fossi a casa sarebbero interminabili, qui diventano un momento importante di ascolto. Ogni tanto leggo per conoscere meglio la culture nepalese, infatti ho scoperto che Mingma vuol dire Martedì, infatti gli Sherpa battezzano i loro figli con il nome del giorno in cui sono nati.
La sera nel solito stanzone Mingma sta leggendo il vocabolario di italiano perchè vorrebbe venire a far esperienza in Italia su qualche rifugio alpino.
Conosciamo anche tante altre persone provenienti un po' da tutte le parti del mondo, alcuni stanno viaggiando da soli, altri hanno già fatto salite impegnative e così senza bisogno di supporti tecnologici il tempo passa velocemente.
Come sempre dopo le 20 la luce si spegne e tutti vanno a dormire



Dati Logistici

Dislivello salita
1060 m
Dislivello discesa
320 m
Orario
5h
 

giorno seguente